L’altra Sermoneta

Passeggiate fuori porta 2015

di Emma Tagliacollo –

L’itinerario per il terzo ciclo delle Passeggiate fuori porta vuole proporre una nuova lettura del complesso territorio del basso Lazio, grazie all’analisi e alla presentazione dei sistemi urbani che sono stati ideati dalla famiglia Caetani: uno in collina – Sermoneta – e l’altro in pianura – Ninfa.

Attraverso due percorsi polifonici andremo a scoprire il valore del disegno della città e alcuni interventi contemporanei di architettura che tendono alla valorizzazione e alla fruizione della città come bene culturale.

Partecipare Conoscere Valorizzare a Sermoneta
Sino a oggi il progetto delle Passeggiate fuori porta si è rivolto a centri minori del
Lazio
, intendendo come centri minori i piccoli borghi con un immenso patrimonio culturale, apprezzato in maniera più o meno consapevole, ma poco conosciuto ai più. Non si sta parlando semplicemente di promuovere il turismo, ma di coinvolgere attraverso la “valorizzazione partecipata” tutti noi nel ruolo di cittadini – indipendentemente dalla nostra specifica professione e area di interesse – come pure di coinvolgere le amministrazioni nel guardare alle proprie città con occhi diversi. In questo senso il progetto vuole gettare una sfida direttamente sul territorio: dare avvio a un workshop itinerante a cui tutti noi possiamo partecipare per conoscere con il fine di valorizzare. Un processo che parte dal basso con un fine ambizioso che, senza l’impegno dei singoli, i primi protagonisti, non può avvenire.

Si diceva che l’interesse primario è quello di valorizzare i piccoli centri ‘sconosciuti’. Sin dalla prima edizione Sermoneta non era contemplata in questo ambito, nonostante un collega architetto mi avesse invitato più volte a considerare questo centro urbano. Perché visitare Sermoneta, città simbolo dei Caetani, già conosciuta per il suo castello, il disegno della città, quasi ‘consumata’ dai flussi di turisti che provengono dai centri vicini e da Roma?

Quando la ricerca che da anni sto conducendo in questo ambito territoriale ha avuto necessità di occuparsi delle diverse anime del territorio – i Monti Lepini e la Pianura Pontina – anche Sermoneta è tornata sotto una nuova veste. Sermoneta rappresenta una sfida ideologica e pratica allo stesso tempo: mostrare e dimostrare in modo tangibile come una grande famiglia laziale – i Caetani – abbiano influenzato e disegnato il territorio (dalla collina alla pianura) in senso ampio e poi offrire una lettura inaspettata di ciò che abbiamo sotto gli occhi; scoprire e valorizzare un’altra Sermoneta, attraverso il lavoro di recupero delle sue mura, che diventano un monumento da godere in maniera quasi inconsapevole, con un itinerario che racconta un progetto che si è sviluppato negli anni.

L’incontro con Anna Di Falco, architetto responsabile del restauro e della valorizzazione delle mura urbane di mini-IMG_0396Sermoneta, è avvenuto lungo le mura urbane mentre, qualche giorno fa, visitavamo insieme la città. Durante il nostro itinerario è nata questa intervista.

Emma Tagliacollo: L’idea di questa prima Passeggiata fuori porta è di evidenziare un percorso di conoscenza alternativo di Sermoneta, borgo della provincia di Latina tra i più interessati dal turismo. 
Quali qualità nascoste presenta questa città e come si possono valorizzare?

mini-IMG_0387Anna Di Falco: Oggi l’itinerario museale delle mura urbane è solo in parte riuscito nell’obiettivo principale che mi ero prefissata e cioè di “restituire” oltre la visibilità del monumento anche la godibilità delle aree ad esso limitrofe. L’itinerario museale infatti è stato pensato soprattutto in funzione di un uso quotidiano dei cittadini che possono fruire quasi inconsapevolmente della bellezza del monumento passeggiando, facendo due chiacchiere nelle aree attrezzate, leggendo il giornale sotto l’ombra degli agrumi che occupano oggi gli antichi pomeri militari. Infatti non tutte le aree sono state manutenute con continuità, l’interno del bastione di Torrenuova verrà riaperto per noi dopo anni di abbandono, le teche in ottone sono diventate illeggibili e mai rinnovate, in alcuni tratti il percorso è tornato ad essere invaso dalla vegetazione. Tuttavia dal 1998, anno dell’inizio del primo cantiere, ad oggi la città di Sermoneta gode della sistemazione di piccole piazze, di una nuova illuminazione, di percorsi paesaggistici, di parchi attrezzati, della rimessa in funzione dell’antico Lavatoio, del giardino degli aranci attrezzato per i giochi dei bambini, per cui si può ritenere un dato positivo l’aver restaurato le mura rinascimentali (unico esempio di sistema bastionato nel basso Lazio), l’averle salvate dalla distruzione e aver realizzando un recinto verde intorno ad esse musealizzato con aree di sosta e didattiche.

ET: Puoi raccontarci come è nato il tuo progetto di restauro e di valorizzazione delle mura urbane di Sermoneta e come hai condotto il lavoro tra archivio e cantiere?

ADF: Devo l’inizio del lavoro all’incarico di Mr. Howard, presidente della Fondazione Caetani e consorte dell’ultima Caetani, donna Lelia Caetani, che negli anni ottanta mi incaricò di collaborare con l’ing. Enrico Gentiloni alla redazione del progetto di restauro del castello di Sermoneta e di redigere una relazione storica. Cominciai perciò a frequentare l’Archivio Caetani di Roma e il lavoro di ricerca mi occupò per anni in un percorso di conoscenza straordinario della storia della mia città e delle sue fortificazioni. Trovai dei documenti inediti che mi hanno svelato l’importanza storica e la bellezza del sistema di difesa della città, documenti che si sono rivelati poi fondamentali per il progetto e il cantiere di restauro.

La coincidenza infatti negli anni novanta con la programmazione regionale dell’Assessorato alla Cultura per interventi di restauro e valorizzazione del nostro territorio mi portò a convincere l’Amministrazione comunale di allora a presentare il progetto di restauro dell’intero recinto fortificato e la costituzione di un itinerario museale. Da allora si sono susseguiti cinque appalti pubblici e le mura risultano restaurate al 70%.

ET: Quale tipo di occasione per la cittadinanza credi possa rappresentare questa Passeggiata fuori porta a Sermoneta?

ADF: Di fatto non ho mai avuto modo di presentare il lavoro svolto ai cittadini di Sermoneta. Sono stata invitata a presentarlo all’Università Federico II di Caserta, a Bracciano nella sede del sistema museale territoriale, all’Ordine degli architetti di Latina, ai Forum organizzati dai tecnici pontini a Norma e Cisterna, agli incontri organizzati dalla Regione Lazio a Castel Sant’Angelo e al Palazzo dei Congressi di Roma e, recentemente, grazie al nostro incontro all’Inarch di Roma.

Proprio per un bisogno di divulgare la storia della città ai non professionisti ho ideato un DVD che racconta la storia del progetto dal titolo «Sermoneta. La difesa della città e il Museo delle mura urbane».

mini-IMG_0370Le “Passeggiate fuori porta” sono quindi la prima occasione per una visita ravvicinata dei luoghi, sono l’occasione per sovrapporre il racconto di una committenza lungimirante che si è avvalsa per secoli di tecnici di prestigio con il racconto del cantiere di restauro e mostrare da vicino i segni della costruzione, dell’azione del tempo, del restauro e giudicare gli interventi contemporanei.

Credo dunque che le Passeggiate siano un’opportunità importante per far conoscere una Sermoneta differente e far scoprire luoghi e racconti inediti non solo ai cittadini ma anche ai turisti, proponendo un itinerario inaspettato e integrato con la storia del territorio.

È un’iniziativa che rispecchia la tua visione del progetto di architettura come occasione per dare inizio a una sorta di laboratorio partecipativo e aperto, per creare opportunità di condivisione utile a un modo nuovo di incontrarsi e scambiare idee sulla costruzione e trasformazione dei luoghi con chi vi abita, con chi li visita e con le amministrazioni che li governano.