Siamo troppi

 

La crescita demografica è insostenibile?

di Pasquale Pistorio -

demoL’eccessiva crescita della popolazione mondiale è una delle maggiorii sfide che l’umanita’ deve affrontare e risolvere per costruire una societa’ con una buona qualita’ della vita per tutti. Ed un futuro sostenibile.

All’inizio dell’Era Cristiana, l’umanita’ sul pianeta contava 160 Milioni di individui.
Ci vollero molti secoli per toccare il Miliardo all’inizio del 1800, e poi solo poco piu’ di un secolo ancora per raddoppiare a 2 Miliardi nel 1927, e poi ancora solo altri 72 anni per triplicare a 6 Miliardi nel 1999.

Oggi, nel 2015, siamo 7.3 Miliardi di individui… e la crescita continua in modo insostenibile.

Ogni anno nascono circa 140 milioni di bambini e muiono circa 60 milioni di persone.

Quindi ogni anno la popolazione mondiale aumenta di circa 80 Milioni di esseri umani, pari all’intera popolazione della Germania. Ogni anno….

La nostra “Casa comune “, cioe’ il nostro Pianeta e le sue istituzioni, non ce la fa ad assorbire questo enorme continuo aumento.

I nostri sistemi organizzativi non ce la fanno a dare a tutti, non solo alimentazione, ma anche un tetto, il vestiario, l’energia, le scuole, gli ospedali, i trasporti, gli spazi naturali, insomma il minimo indispensabile per una vita decente. Cosi’ aumentano i poveri, gli emigranti, le tensioni sociali, i depressi, le citta’ dormitorio o meglio formicai, le guerre…..

SIAMO TROPPI.

Quest’anno 2015, l’Oveshoot Day e’ stato il 13 Agosto : cioe’ a quel giorno, l’umanita’ aveva gia’ consumato tutte le risorse naturali che il pianeta puo’ fornire in modo sostenibile in un anno. Dal 14 Agosto in poi stiamo consumando le risorse del pianeta che dovrebbero essere dei nostri figli e dei loro figli… Stiamo RUBANDO IL FUTURO alle generazioni che ci seguiranno.

Certo dobbiamo modificare i nostri stili di vita e consumare di meno e meglio…
Ma se la popolazione mondiale continua a crescere non c’e’ scampo: avremo sempre una rincorsa verso un equilibrio impossibile da raggiungere in modo socialmente giusto. Avremo sempre piu’ un allargamento delle distanze tra ricchi e poveri, crescenti tensioni sociali, distruzione dell’ambiente,….e guerre provocate dalla volonta’ di assicurarsi le risorse naturali. Bisogni di sopravvivenza su cui i vari fanatismi e nazionalismi impiantano le loro distorsioni ideologiche per trascinare in avventure folli i piu’ poveri ed i piu’ ignoranti.

SIAMO TROPPI.

E’ vero che il ritmo di crescita della popolazione mondiale rallenta, ma con questi ritmi ci vuole troppo tempo per raggiungere un livello di equilibrio sostenibile ed i disastri aumentano in quantita’ ed intensita’.

Il “fertility rate”, cioe’ il numero di bambini che ha una donna nella sua vita, e’ lentamente in diminuzione. Ed in molti paesi questo indice e’ sotto il livello di equilibrio, che e’ 2.01. Quando un paese scende sotto questo livello, dopo alcuni decenni la sua popolazione si stabilizza e poi comincia a scendere. ( I processi demografici hanno tempi molto lunghi ). Oggi tutti i sistemi economici avanzati hanno un indice di fertilita’ sotto la soglia di equilibrio: l’ Europa a 27, gli USA, il Giappone, il Canada, l’Australia. Lo stesso vale per molti paesi in via di sviluppo, inclusa la Cina, il Vietnam, il Brasile, l’Iran, la Russia, e praticamente tutti i paesi dell’ex Unione Sovietica, ed altri ancora.

Purtroppo ancora molti, troppi paesi hanno un tasso di fertilita’ ben superiore a 2, specialmente in quasi tutta l’Africa, in molti paesi del Medio Oriente, come l’Iraq, lo Yemen, l’Egitto, la Turchia, in molti grandi paesi dell’Asia, come l’India, l’Indonesia, il Bangladesh, il Pakistan, le Philippine, e dell’America Latina, come Messico, Argentina, Venezuela.

Oggi esiste l’urgente necessita’ dell’umanita’ di fermare questa folle crescita demografica – facendo leva sullo sviluppo economico, l’educazione in genere ma sopratutto l’educazione femminile e l’emancipazione femminile. I paesi sviluppati dovrebbero sostenere politiche di educazione e di pianificazione familiare ovunque possibile, condizionando gli aiuti economici a queste politiche di educazione ed emancipazione femminile e pianificazione familiare.
Nei paesi sviluppati con un fertility rate da tempo inferiore a 2, come l’Italia o il Giappone, molti si pongono il problema della popolazione che invecchia — per cui durante una transizione lunga di molti decenni, ci saranno pochi giovani a “mantenere ” molti vecchi. Questo e’ un FALSO PROBLEMA, valido in passato ma non oggi.
Se consideriamo per esempio l’Italia, c’e’ un enorme serbatoio di lavoro da recuperare nella disoccupazione, nella bassa percentuale di persone occupate in eta’ lavorativa, nell’aumento progressivo dell’eta’ pensionabile con l’aumento dell’aspettativa di vita e con una modesta quota di immigrazione integrabile.

E poi sia per l’Italia che per tutti i paesi sviluppati, la tecnologia moderna ( con l’avvento dell’intelligenza artificiale, della robotica, della digitalizzazione dell’economia e la banda ultralarga, delle energie rinnovabili distribuite e conseguente immenso impatto sulla salute…. ) generera’ un salto di produttivita’ enorme, ormai avviato in tutti i campi dell’attivita’ umana, che rendera’ possibile produrre molto di piu’ con molto meno lavoro umano. Semmai il problema sara’ cosa far fare alle persone in eta’ lavorativa e non come trovare abbastanza lavoratori.

Se per miracolo le nascite mondiali si bloccassero al livello delle morti (o meglio ci fossero per qualche decennio meno nati che morti ) immediatamente, non ci sarebbero piu’ problemi di carenza di risorse alimentari o energetiche o di materie prime, ne’ ulteriori devastazione di territori, tutti i processi di sostenibilita’ diventerebbero’ molto facili, e molte guerre si sgonfierebbero…

Per un Paese come l’Italia, la riduzione progressiva della popolazione, comporterebbe forse un calo del PIL totale; ma questo non e’ un parametro importante, bensi’ lo e’ il PIL procapite ( cioe’ la ricchezza individuale ) che certamente salirebbe di piu’. Inoltre il calo della popolazione ci darebbe delle citta’ molto piu’ vivibili, una qualita’ della vita ovunque enormemente migliore, e conserverebbe il nostro ambiente in buona salute sia per chi ci vive che per le generazioni future.

P.S. Da notare che i Robot, possono lavorare 24 ore al giorno sette giorni la settimana, 12 mesi all’anno ( salvo qualche sosta di manutenzione ), non mangiano e non bevono ( salvo un po di energia ), occupano pochissimo spazio, non scioperamo mai, non sono assenteisti, e sono sempre d’accordo col loro ” datore di lavoro “……

Tratto dal blog di Pasquale Pistorio

 
 

 

 

 
 
 

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