Ripartire dalla crisi e l’Artigiano Tecnologico

Manifattura e smanettoni agli incontri di Symbola 2013

di Vittorio Neri e News Roland –

Riportiamo in questo articolo le conclusioni del convegno organizzato da Symbola con tema “Manifattura e Smanettoni“, Montecosaro (Macerata) 3 luglio 2013

La parte finale dell’incontro, dedicato all’evoluzione del modello makers e del suo innesto nel mondo della manifattura, è stata condota dall’economista Lapo Berti, che ha preso in esame la trasformazione del capitalismo molecolare, così come è dedfinito l’approccio imprenditoriale italiano. Alle sue considerazioni, abbiamo aggiunto di seguito anche le nostre, che provengono dall’esperienza fatta con i nostri Artigiani Tecnologici sul territorio.

Senso del limite
La globalizzazione mostra appunto, nella crisi odierna il suo limite Ed è proprio il senso del limite che deve essere recuperato in questo contesto. Senso del limite che significa, ad esempio, cura della persona, cura dei valori che sorreggono l’impresa, gusto della sperimentazione, senso delle cose che si fanno e che non sia solo meramente profitto. Insomma, il gusto della realtà che ci circonda.
Uno degli accenti posti da Berti è il recupero della qualità. Rispettare la qualità di ciò che si produce, della competenza necessaria per farla e nel contesto ambientale in cui è fatto.
Se ci leghiamo al discorso del precedente post in cui parlavamo di storytelling, valorizzare la storia del prodotto e di chi la fa. La storia non è un elemento che viene per grazia ricevuta, ma è lo sviluppo che, negli anni, si ha dell’esperienza, dell’umanità dei gesti, della passione e dell’ideale a cui si mira nel lavoro. Una cosa che manca assolutamente al prodotto di massa da cui siamo oggi invasi.
E’ proprio quello che definisce la differenza tra crescita, che possiamo legare lal produzione di massa, e sviluppo, che invece ha come fattore primario la qualità dell’oggetto prodotto.

Valori
L’altro fattore importante è il riconoscimento dei propri valori.
Un messaggio che si può leggere chiaramente dalla situazione odierna è che la coincidenza tra valore ed interesse non c’è più o, quantomeno, sta cambiando. Cioè il valore di una produzione non è solo il profitto.
Se questo è evidente tra gli smanettoni, deve trovare un suo percorso anche nella manifattura e nell’artigianato. Secondo Berti (e anche secondo noi), questo va ricondotto nell’ambito dell’oggetto non più come merce ma come condensato di storia ed umanità. Non più mercificazione ma dare valore a cosa, a come e a dove il prodotto viene fatto e da chi lo fa.

Ripensare la merce
In quest’ambito allora, ci sono alcune osservazioni finali da considerare:
Il valore tra il prodotto ed il design che lo contraddistingue. Un concetto di design esteso, che non è solo nella forma ma anche in tutto quello che è sperimentazione per l’ottenimento del manufatto;
Evitare, ove possibile, il superfluo, o quantomeno quello che non ha senso con la storia del prodotto e con la sua funzionalità;
Il ruolo della conoscenza. Questo ruolo è da miscelare tra la nuova conoscenza, quella acquisita dai giovani digitali a livello globale, soprattutto dall’esempio dei makers, da chi ha l’attitudine alla ricerca o da Artigiani illuminati dediti alla scoperta per passione. A questo ruolo della conoscenza spetta il compito di “piegare” la tecnologia ad un rapporto nuovo con il prodotto;
I cambiamenti avvengono principalmente dal basso e in maniera diffusa, con produzione personalizzata e di qualità. In pratica, tocca a noi fare.

Conclusione
La conoscenza globale, il nuovo modo di comunicare, la struttura manifatturiera già esistente, il know-how, la bellezza e le particolarità del territorio, possono dare una via nuova nella proposizione del prodotto e al rinnovamento del modello di creazione del prodotto stesso.
Il momento odierno è sicuramente liquido e si è su un crinale in cui si vede la fine del vecchio modello e l’inizio, ancora indefinito, del nuovo. Ma si può provare ad iniziare, ognuno nel suo piccolo, già sin da oggi.

Tratto da Blog Roland